Laboratorio Esperienziale · Metodo ArKa

19 luglio 2026  ·  B&B La Casa di Angelica, Roseto degli Abruzzi  ·  Tre ore

Non è un corso. Non è una lezione.

Non è nemmeno un laboratorio nel senso tradizionale del termine.

È un viaggio. E come tutti i viaggi veri, non saprete esattamente dove vi porterà 

solo che quando tornerete, qualcosa sarà cambiato.

IL LABORATORIO

Un pomeriggio per ricordare chi sei

C’è una domanda che il Brucaliffo pone ad Alice con sfida, senza gentilezza: Chi sei tu? Non chiede cosa fai, non chiede come stai. Chiede l’identità essenziale – quella che sta sotto le maschere, sotto i ruoli, sotto le aspettative di chi ci ha cresciuti.

Questo laboratorio nasce intorno a quella domanda. Non per rispondervi, ma per avvicinarsi – con il corpo, con il movimento, con le mani che disegnano quello che le parole non riescono a dire.

“Siamo qui per ricordare chi eravamo prima che il mondo ci dicesse chi dovevamo essere.”

Nel giro di tre ore attraverserete sette soglie, ispirate ai personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie, ciascuna corrispondente a un chakra e a una ferita del sistema familiare – qualcosa che il corpo porta da molto prima che voi nasceste. Non per svuotarsi, ma per scegliere cosa tenere e cosa, con rispetto, restituire.

COME LAVORIAMO

Quattro linguaggi che si moltiplicano

Il Metodo ArKa integra quattro strumenti che non si sommano — si moltiplicano. Insieme creano un campo in cui il cambiamento può avvenire non perché qualcuno ve lo dice, ma perché il corpo lo vive.

Meditazione Dinamica di Osho

Apre il corpo e svuota la mente attraverso il movimento e la respirazione caotica. Noi occidentali siamo troppo pieni per meditare in silenzio: prima ci si svuota, poi il silenzio diventa vero.

Psicodramma di Moreno

Le ferite più profonde non guariscono raccontandole. Guariscono vivendole attraverso il corpo. Nello psicodramma il corpo agisce — non simula. Con la benda sugli occhi, nello spazio.

Costellazioni Familiari

Bert Hellinger ha dimostrato che portiamo nel corpo la memoria del nostro sistema familiare. Le Costellazioni ci aiutano a riconoscere cosa è nostro e cosa possiamo restituire — con rispetto, non con rabbia.

Arteterapia e Body Mapping

Nella seconda parte avrete carta grande e colori. Non per fare un bel disegno — per lasciare che le mani dicano quello che le parole non riescono a dire. Il corpo diventa mappa.

IL PERCORSO

Le sette soglie di Alice

Ogni soglia corrisponde a un personaggio, a un chakra, a una ferita transgenerazionale. Non è necessario conoscere Alice — basta portare il proprio corpo e la propria storia.

La Regina di Cuori  ·  Radice · Paura ancestrale

La paura che ordina e non ha nome. Spesso viene da generazioni che hanno tremato prima di noi — guerre, fughe, sopravvivenza. Il corpo la riconosce prima della mente.

Il Bianconiglio  ·  Sacrale · Vergogna e ansia cronica

Sempre in ritardo. Mai abbastanza. L’ansia non è nata con voi — appartiene a chi, prima di voi, non ha avuto il lusso di fermarsi.

Il Brucaliffo  ·  Plesso Solare · Rabbia e identità negata

La rabbia che non ha avuto permesso di esistere. Non distruzione — confine. Non violenza — potere. La rabbia è la forza che dice “questo non va bene”.

Alice nel Labirinto  ·  Cuore · Dolore e lutto irrisolto

Il peso nel petto. L’oggetto che avrete portato da casa entra qui. Il corpo decide se tenerlo o posarlo.

Il Cappellaio Matto  ·  Gola · Verità repressa e silenzio imposto

Ciò che non viene detto non scompare — si incarna. La gola è il confine tra il dentro e il fuori. Il suono che si lascia uscire rompe il silenzio generazionale.

Lo Stregatto  ·  Terzo Occhio · Illusione e credenze ereditate

Chi vede tutto dall’alto perché non è dentro la storia. Le identità ereditate, i ruoli, i destini non scelti — e poi la domanda: cosa è davvero tuo?

Alice nel Risveglio  ·  Corona · Integrazione e ritorno a sé

Il cerchio si chiude. Riconoscere il sistema familiare nella sua totalità. Prendere quello che è stato trasmesso con amore. Restituire il resto. Tornare interi.

IL RITUALE

L’oggetto del lignaggio e il campo sonoro

Vi chiediamo di portare da casa un oggetto che appartiene alla vostra storia familiare. Non deve essere importante agli occhi del mondo – deve essere vero ai vostri. Un gioiello, una fotografia, una pietra raccolta da qualcuno. Qualsiasi cosa che porti memoria.

Nella psicogenealogia e nelle Costellazioni Familiari, gli oggetti fisici sono portatori di campo. Tenerlo durante il bilico del 4° chakra trasforma il gesto in un atto costellativo: il corpo regge il peso del lignaggio — e scopre che può tenerlo, o che può posarlo.

Con voi ci saranno Francesco Saccomandi alla chitarra acustica e Manuel Guardiani alla tastiera. Non sono musicisti di sottofondo: sono parte integrante del campo esperienziale. Il suono che creeranno non accompagna il viaggio — è il viaggio.

COSA PORTATE A CASA

Radici più profonde. Spalle più leggere.

Al termine del laboratorio porterete con voi:

✦  La vostra mappa corporea — un’opera completa

✦  L’oggetto del lignaggio, ora riconosciuto e restituito consapevolmente

✦  La frase del bilico: “Sono in bilico — e sono in piedi”

✦  La frase costellativa: “Prendo quello che mi appartiene. Il resto lo lascio a voi. Con rispetto.”

✦  Una pratica dei 21 giorni con le sette soglie come bussola quotidiana

Gli effetti del lavoro continuano nei 21 giorni successivi, attraverso sogni, ricordi, intuizioni, sensazioni nel corpo.

INFORMAZIONI PRATICHE

Dove, quando e cosa portare

DATA  19 luglio 2026

LUOGO  B&B La Casa di Angelica · Roseto degli Abruzzi

DURATA  Tre ore · pomeriggio

PORTARE  Un oggetto del proprio lignaggio · abbigliamento comodo

Il laboratorio si svolge in uno spazio contenuto e sicuro. Per la fase meditativa verrà chiesto di indossare una benda sugli occhi — questo crea le condizioni per essere soli con sé stessi, senza confronto e senza giudizio. In qualsiasi momento è possibile fermarsi, sedersi, aspettare. Il corpo sa fino dove può andare.

LA CONDUTTRICE

Lucrezia Di Francesco · Metodo ArKa

Maestra d’Arte, arteterapeuta e facilitatrice di Costellazioni Familiari. Fondatrice de Le Ali della Vita a Silvi, in Abruzzo. Da oltre dieci anni guida percorsi di trasformazione che integrano la visione junghiana, psicogenealogia e arte terapia nel Metodo ArKa — Arte, Archetipi, Anima.

Non guida con la testa — guida con la presenza. La differenza è importante.

Con lei, Francesco Saccomandi e Manuel Guardiani nel campo sonoro.

“Prendo quello che mi appartiene.

Il resto lo lascio a voi.

Con rispetto.

Sono in bilico e sono in piedi.”

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@maestra.lucreziadifrancesco